Chi Siamo

Alleniamoci a Stare Bene è una organizzazione che si pone l’obbiettivo di stimolare l’individuo a sviluppare pensieri e metodologie per migliorare il proprio benessere quello degli altri.
Si pone questo obbiettivo utilizzando le tecnologie mediatiche offerte dai Social Media.
Inoltre, offre le proprie piattaforme a chiunque voglia sviluppare e creare Benessere a 360°.
Alleniamoci a Stare Bene è in linea con i principi del MANIFESTO SULLA COSCIENZA PLANETARIA – CLUB DI BUDAPEST, del quale sotto mettiamo un estratto:
IL MANIFESTO SULLA COSCIENZA PLANETARIA
– CLUB DI BUDAPEST
Redatto da Ervin Laszlo in collaborazione con il Dalai Lama e adottato dal Club di Budapest il 26 ottobre 1996.
Le nuove esigenze del pensiero e dell’azione
- Negli ultimi anni del XX secolo siamo giunti ad un momento cruciale della nostra storia. Siamo sulla soglia di una nuova fase di evoluzione sociale, spirituale e culturale, una fase che è tanto diversa da quella dei primi decenni di questo secolo quanto le praterie lo erano dalle caverne e i villaggi stanziali dalla vita delle tribù nomadi. Ci stiamo evolvendo fuori dal livello nazionale delle società industriali basate sull’informazione che furono create agli albori della prima rivoluzione industriale e che si dirigono verso un sistema sociale, economico e culturale interconnesso e basato sull’informazione che abbraccia tutto il mondo. Il percorso di questa evoluzione non è agevole: è pieno di shock e sorprese. Questo secolo è stato testimone di diverse grandi onde d’urto, e altre potrebbero arrivare in breve tempo. Il modo in cui affronteremo gli shock presenti e futuri deciderà il nostro futuro e quello dei nostri figli e nipoti.
- 2. La sfida che affrontiamo ora è la sfida di scegliere il nostro destino. La nostra generazione, tra tutte le migliaia di generazioni che ci precedono, è chiamata a decidere il destino della vita su questo pianeta. I processi che abbiamo avviato durante la nostra vita e durante la vita dei nostri padri e nonni non possono continuare durante la vita dei nostri figli e nipoti. Qualunque cosa facciamo, o crea la struttura per raggiungere una società globale pacifica e cooperativa e continuare così la grande avventura della vita, dello spirito e della coscienza sulla Terra, oppure pone le basi per la fine del mandato dell’umanità su questo pianeta.
- I modelli di azione nel mondo di oggi non sono incoraggianti. Milioni di persone sono senza lavoro; milioni sono sfruttati con salari bassi; milioni di persone sono costrette all’impotenza e alla povertà. Il divario tra le nazioni ricche e quelle povere, e tra i ricchi e i poveri all’interno delle nazioni, è grande e continua a crescere. Sebbene la comunità mondiale sia sollevata dallo spettro dello scontro tra superpotenze e sia minacciata dal collasso ecologico, i governi del mondo spendono ancora mille miliardi di dollari all’anno in armi e forze armate e solo una piccola parte di questa somma per mantenere un ambiente vivibile.
- Il problema della militarizzazione, il problema dello sviluppo, il problema ecologico, il problema della popolazione e i numerosi problemi dell’energia e delle materie prime non saranno superati semplicemente riducendo il numero delle testate nucleari già inutili, né firmando trattati politicamente ammorbiditi sul commercio mondiale, riscaldamento globale, diversità biologica e sviluppo sostenibile. Oggi è necessario qualcosa di più che un’azione frammentaria e la risoluzione dei problemi a breve termine. Dobbiamo percepire i problemi nella loro complessa totalità e coglierli non solo con la nostra ragione e il nostro intelletto, ma con tutte le facoltà della nostra intuizione ed empatia. Al di là dei poteri della mente razionale, le straordinarie facoltà dello spirito umano abbracciano il potere dell’amore, della compassione e della solidarietà. Non dobbiamo mancare di fare appello ai loro straordinari poteri quando affrontiamo il compito di avviare approcci globali e sfaccettati che, da soli, potrebbero consentirci di raggiungere la fase successiva nell’evoluzione delle nostre comunità socio-tecnologiche sofisticate ma instabili e vulnerabili.
Un appello alla creatività e alla diversità
Un nuovo modo di pensare è diventato la condizione necessaria per vivere e agire responsabilmente. Evolverlo significa favorire la creatività in tutte le persone, in tutte le parti del mondo. La creatività non è una dote genetica ma culturale dell’essere umano. La cultura e la società cambiano velocemente, mentre i geni cambiano lentamente: è probabile che non più della metà dell’uno per cento del patrimonio genetico umano subisca modifiche in un intero secolo. Quindi la maggior parte dei nostri geni risalgono all’età della pietra o prima; potrebbero aiutarci a vivere nelle giungle della natura ma non in quelle della civiltà. L’ambiente economico, sociale e tecnologico di oggi è una nostra creazione e solo la creatività della nostra mente – la nostra cultura, spirito e coscienza – potrebbe consentirci di affrontarlo. La creatività autentica non rimane paralizzata di fronte a problemi insoliti e inaspettati, ma li affronta apertamente, senza pregiudizi. Coltivarlo è una precondizione per trovare la strada verso una società globalmente interconnessa in cui gli individui, le imprese, gli stati e l’intera famiglia dei popoli e delle nazioni potrebbero vivere insieme pacificamente, in cooperazione e con reciproco vantaggio.
Un appello alla responsabilità
Nel corso del XX secolo, le persone in molte parti del mondo hanno preso coscienza dei propri diritti così come delle numerose persistenti violazioni degli stessi. Questo sviluppo è importante, ma di per sé non è sufficiente. Negli anni che restano di questo secolo dobbiamo anche prendere coscienza del fattore senza il quale né i diritti né altri valori possono essere efficacemente salvaguardati: le nostre responsabilità individuali e collettive. È improbabile che diventiamo una famiglia umana pacifica e cooperativa se non diventiamo attori sociali, economici, politici e culturali responsabili.
Noi esseri umani abbiamo bisogno di qualcosa di più che di cibo, acqua e riparo; più ancora del lavoro retribuito, dell’autostima e dell’accettazione sociale. Abbiamo bisogno anche di qualcosa per cui vivere: di un ideale da raggiungere, di una responsabilità da accettare. Poiché siamo consapevoli delle conseguenze delle nostre azioni, possiamo e dobbiamo assumercene la responsabilità. Tale responsabilità è più profonda di quanto molti di noi possano pensare. Nel mondo di oggi tutte le persone, non importa dove vivono e cosa fanno, sono diventate responsabili delle proprie azioni in quanto:
• privati;
• cittadini di un paese;
• collaboratori nel mondo degli affari e dell’economia;
• membro della comunità umana;
• persone dotate di mente e coscienza.
